domenica 4 ottobre 2009

PETIZIONE ONLINE PER CHIUDERE L'ILVA




MENTRE MOLTI  GIORNALISTI PENSANO AL GOSSIP, APPELLI DISPERATI COME QUESTO DI PERSONE CHE, COME ME, VEDONO MINACCIATA LA PROPRIA VITA E, SOPRATTUTTO LA VITA DEI PROPRI CARI DAL TREMENDO INQUINAMENTO DELLA CITTA' DI TARANTO E DI NUMEROSI COMUNI DELLA PROVINCIA, RESTANO INASCOLTATI!

Taranto:
La città dei due mari, un tempo denominata "la città delle sirene".
Una città che possiede una conformazione geografica tale che poteva diventare il paradiso del turismo.
L'immenso patrimonio artistico, la qualità dei prodotti agricoli e gastronomici avrebbero potuto portare questa città ad un livello di eccellenza e grande ricchezza.
Qualcuno però ha deciso di insallare un'acciaieria praticamente attaccata alla città (ci sono abitazioni che si trovano nelle immediate vicinanze dei camini e delle montagne di minerali e combustibili).
Poi, non soddisfatti della immane violenza e danno arrecato ai cittadini, sono stati installati una GRANDE RAFFINERIA DI PETROLIO (ENI), ed una fabbrica di cemento (Cementir).


 LA PATRIA DELL'INQUINAMENTO!
(Vista dal mare)


ACCIAIERIA "ILVA"
L'industria che sta dentro la città!







Gli abitanti di queste case sono perennemente esposti ad un'abbondante miscela di polveri siderurgiche, gas maleodoranti.
- Cosa hanno fatto queste persone per meritare questo?
- Quali sono i loro diritti?
 -Perchè non si prende alcun provvedimento veramente efficace e risolutivo (a parte gli slogan politici) per un
  problema così urgente?
-Dove sono state e cosa hanno fatto di concreto le sovrabbondanti amministrazioni pubbliche (comune,
  provincia, regione) in tutti questi decenni di continuo inquinamento?

 


DIOSSINA molto oltre i limiti di tollerabilità riscontrata nel sangue umano e NEL LATTE MATERNO!





LA STORIA CHE NESSUNO VUOLE ASCOLTARE
Tre grandi industrie: l’acciaieria ILVA, la raffineria ENI ed il cementificio CEMENTIR sono ubicate a Taranto. L’acciaieria occupa un’area vastissima e confinante con la città.
Numerose abitazioni sono quotidianamente sottoposte ad una pioggia di polveri tossiche e nocive prodotte dai camini, alle quali si aggiungono le polveri provenienti dai cumuli di minerale e carbone che vengono trasportare dal vento. La raffineria ENI contribuisce ad un ulteriore inquinamento dell’aria immettendo nell’atmosfera gas tossici, derivanti dal processo di raffinazione del petrolio, come i pericolosissimi benzeni (questi sono responsabili delle leucemie).
Le precipitazioni atmosferiche e gli scarichi industriali hanno pesantemente inquinato il suolo in una vasta area con la conseguenza che sono state trovate diossine ed altre sostanze inquinanti nella frutta, nella verdura e quindi nelle carni di quegli animali che si cibano di esse, e nei pesci.
La diossina è stata anche trovata nel sangue umano e nel latte materno di abitanti della zona che hanno voluto sottoporsi ad analisi specifiche.
Per decenni questa miscela maleodorante ed estremamente tossica viene respirata da tutti gli abitanti di un’area che si stima coprire un raggio di almeno trenta km attorno a Taranto.
Anche se, a mio avviso, è stata effettuata a livello politico e/o mediatico (salvo encomiabili eccezioni) una colposa disinformazione dei cittadini circa la pericolosità di questa situazione, negli ultimi anni non è più stato possibile nascondere l’evidenza di un tale scempio e pertanto le amministrazioni, che molto probabilmente non rappresentano l’interesse tanti tra gli abitanti del posto, stipulano accordi con l’azienda (ILVA) per ridurre le emissioni inquinanti in periodi di tempo certamente troppo lunghi in relazione alle prospettive di vita della gente.
La motivazione che a livello politico e sindacale viene addotta per giustificare questo scempio è la seguente: non si vuole togliere il lavoro agli operai delle aziende in questione.
A tal proposito faccio notare che la permanenza dell'ILVA danneggia gravemente la maggior parte delle attività imprenditoriali che sono presenti nella zona: turismo, pesca, agricoltura, allevamento (solo per citarne alcuni).
Personalmente ritengo che non si possa anteporre il profitto commerciale al sacrosanto diritto alla vita.
Ogni giorno noi respiriamo aria maleodorante, mangiamo pesci, carni, frutta e verdura contaminati dalla diossina. Questa condizione va moltiplicata per quaranta anni di inquinamento vissuti con una quotidiana paura di ammalarci o, ancora peggio, con il terrore che si ammalino i nostri bambini o qualcuna tra le persone a noi care.
La diatriba politica e legale che riguarda tale problema è annosa e inconcludente ai fini della sua soluzione; essa molto spesso ha solo scopi propagandistici.
All’ILVA sarebbero stati installati dei filtri per privare i fumi delle sostanze inquinanti ma, ammesso che vengano attivati e funzionino anche la notte quando la gente non vede ciò che accade (sarebbe opportuno effettuare maggiori e più accurati controlli sulla composizione dell’aria), questi sembrano essere insufficienti  in quanto noi abitanti riscontriamo lo stesso colore rossastro dei fumi e lo stesso odore nauseabondo che esistevano prima che fosse diffusa la notizia dell’attivazione dei filtri.
Peraltro vorrei aggiungere che l'inquinamento non proviene solamente dai camini ma una grossa sorgente di inquinamento sono le montagne di minerali e combustibili che costituiscono la carica dell'altoforno, le cui polveri sono facilmente trasportate dal vento fino a parecchi chilometri di distanza.

Esistono invece verità come l’incremento del 40% dei tumori da fumo nella popolazione del posto (come riportato sul blog del dottor Patrizio Mazza, primario del reparto di Ematologia dell'ospedale Moscati di Taranto) e la nube rossastra che campeggia eterna nei cieli sopra le nostre vite.


 

 

 

 

 

Le polveri dei minerali di ferro presenti nell'atmosfera si depositano ovunque.
Ecco un cavalcavia di una strada vicino taranto.

 


Le istituzioni non sono molto attente a preservare il patrimonio storico e culturale!
Nelle prossime 2 foto, potrete infatti ammirare una parte dell'antico acquedotto romano e, nella foto successiva tra i vari camini industriali si intravede un'antica torre ed una masseria ovviamente abbandonata.
Se volete visitare l'acquedotto romano dovrete affrettarvi prima che si corroda completamente ad opera dell'eccesso di anidride carbonica e le varie miscele di gas prodotti dai camini industriali dell' ILVA che si trovano di fronte (basta attraversare la strada).

 

 

Non c'è pace neanche dopo la morte: il cimitero di taranto ha una colorazione rosso-ruggine, colore tipico delle polveri di minerale di ferro che continuamente piovono su di esso.



 



 



Ed ecco a voi un altro protagonista dello spettrale panorama industriale tarantino!
Il suo nome è CEMENTIR!


 

 Chissà dove vanno a finire le polveri quando soffia il vento?!



CILIEGINA SULLA TORTA:


LA RAFFINERIA DI PETROLIO
ENI
 


 I benzeni aromatici forse non fanno molto bene alla salute!
Tuttavia si prospetta un ampliamento della raffineria tarantina.




 




STATTE
Probabilmente il comune più inquinato d'italia!

Vi posso giurare che a casa di persone che abitano a Statte si deposita ogni giorno una quantità notevole di polvere rossastra e brillante.
Non vorrei pensare a quello che c'è nei polmoni degli abitanti di Statte e Taranto, ma purtroppo ci penso ogni giorno perchè la cosa mi sta particolarmente a cuore!

L'INDIFFERENZA E' UN DELITTO!
Non considerare una così esplicita denuncia significa condanare a morte un cospicuo numero di persone.
Anche se il mondo è molto cambiato, la legge divina non cambierà mai e considererà adeguatamente l'inadempienza e l'indifferenza di coloro che pur potendo fare qualcosa, per motivi di comodo, di carriera o personali hanno preferito lasciar perdere.